Patti per il Sud, siglati accordi per più di 20 miliardi di euro - Investimenti in infrastrutture, sicurezza, scuole, beni culturali e riqualificazione urbana in Campania, Calabria, Basilicata e Sicilia
11/05/2016 - Sono a quota 6 su 15 i Patti per il Sud siglati da Governo e Regioni o Città Metropolitane. Si tratta degli accordi bilaterali previsti dal Masterplan per il Mezzogiorno presentato alla fine del 2015 per la realizzazione di una serie di interventi di sviluppo.
I patti mettono insieme risorse già assegnate con precedenti strumenti di programmazione o disponibili, provenienti da Por e Pon 2014-2020, Fondo di sviluppo e coesione (Fsc), Piani di azione e coesione (Pac) e Programmi ordinari di convergenza (Poc) e consentono di spenderli subito per progetti che le Regioni o le Città metropolitane hanno individuato come prioritari”.
Gli accordi firmati finora con le Regioni Campania, Calabra e Basilicata e con le Città Metropolitane di Catania, Palermo e Reggio Calabria impegnano complessivamente poco più di 20 miliardi di euro e riguardano prevalentemente infrastrutture di trasporto, opere di messa in sicurezza antisismica o contro il dissesto idrogeologico, edilizia scolastica, beni culturali e riqualificazione urbana.
Il Patto per Catania
La Città Metropolitana di Catania potrà spendere 739 milioni di euro totali. La parte maggiore del finanziamento andrà agli interventi di messa in sicurezza dei corsi d'acqua e agli impianti di depurazione. Un'altra quota consistente sarà destinata alle infrastrutture di trasporto ed energetiche, al turismo e alla valorizzazione dei beni culturali.
Il Patto per Palermo
La Città Metropolitana userà quasi tutti i 770 milioni di euro disponibili grazie al patto per la nuova rete tranviaria e la messa in sicurezza di strade e ponti. Le altre risorse saranno ripartite tra cultura e turismo, la riqualificazione dei centri storici e l'edilizia scolastica.
I prossimi step dei Patti per il Sud
Entro giugno saranno sottoscritti anche i Patti con Puglia, Sicilia, Sardegna, Abruzzo, Molise, Napoli, Bari, Cagliari e Taranto.
Le risorse disponibili saranno assegnate con una delibera del Cipe, che indicherà anche i meccanismi per il trasferimento e i casi di revoca dei finanziamenti. Regioni e Città Metropolitane dovranno inoltre condurre delle verifiche periodiche sullo stato di attuazione e valutare eventuali necessità di rimodulazione degli accordi.